Oggi sono a Milano per parlarvi di come trasformare un immobile dove sentirsi finalmente a casa.

Naturalmente il contesto non sarà quello della ristrutturazione e delle finiture ma di un livello superiore, oggi parleremo d’arte con un caro amico, Federico Lapis.

G. “Ciao Federico, come stai?”

F. “Ciao Giuseppe, ciao a tutti, bene”

G. “Sono venuto a trovarti perché avrei piacere di conoscere da parte tua qual’è il motivo per il quale molte persone oggi acquistano delle opere d’arte e le tengono all’interno delle loro abitazioni.”

F.”Ci possono essere tanti motivi. Generalmente chi compra opere d’arte lo fa o per ragioni estetiche o di investimento o anche solo per una ragione emotiva. Guarda che bella questa inquadratura…io faccio cose tridimensionali che generalmente non si riescono a capire in una immagine bidimensionale. Nell’aspetto emotivo spesso l’opera d’arte è un atto di contemplazione, avere in cassa qualcosa che evoca delle emozioni e delle sensazioni e che a volte te ne esorcizza delle altre. Io lo vivo personalmente questo aspetto perché io vivo con le mie opere e vedo che, indipendentemente dal fatto che le abbia fatte io – che poi in realtà penso che sia più la vita che le abbia fatte attraverso di me – sono dei totem di contemplazione. Questo è il culto dell’uomo che coltiva il vuoto, quello spazio vuoto che è la sua vera natura, la parte vuota del puzzle.”

G.”Allora Federico, raccontaci qualcosa in più sulle tue opere d’arte”

F.”Alle opere d’arte ci si affezione, io per esempio da qualche mese sto vivendo all’interno del mio studio e quando c’è qualche opera che, ahimè, se ne va perché viene venduta, come quella lì in fondo che avrei voluto farvi vedere ma è impacchettata, mi dispiace perché l’opera diventa come un figlio.”

G.” Essere all’interno del tuo studio è emozionante veramente. Io ho esperienza di molte case per il mestiere che faccio ma quando entri nello studio di un artista come questo senti che c’è un’energia differente, rispetto a un immobile tradizionale e questo mi piace molto perché c’è una vibrazione diversa. Si sente quando c’è la creazione e la creatività espressa e quando non c’è. Questa è una cosa molto piacevole.

Bene Federico, ti ringrazio per questa chiacchierata, spero che ci rivedremo presto e saluto i nostri amici.”

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